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Sono nato nel 1957 a Bologna, dove ho conseguito un diploma di pittura all’Accademia di Belle Arti e una laurea in Storia Orientale. Innamoratomi delle icone nel corso di un lungo soggiorno di studio in Israele, dal 1977 ho cominciato a interessarmi di iconografia e dal 1980 ho intrapreso lo studio pratico delle icone. A tal fine ho seguito corsi in Italia e all’estero con due maestri russi: col padre Georges Drobot della Chiesa russa che è a Parigi per un intero A.A. e con Aleksandr Stal’nov dell’Accademia Teologica di San Pietroburgo.
Ho aperto il primo laboratorio nel 1986 e da allora ho continuato a scrivere icone per privati e per chiese. Nel 1989, sotto il patrocinio dell’Associazione Icona, ho iniziato a tenere corsi di iconografia a Bologna e sono stato richiesto di attivarne diversi altri in varie città italiane.
Svolgo attività pubblicistica, ma più spesso incontri di divulgazione o di approfondimento dei principi dell’iconografia. Nel 1995 ho pubblicato per le Edizioni San Lorenzo di Reggio E. un libro dal titolo “Il tuo volto, Signore, io cerco. L’icona: il rinvenimento della presenza”. Nel 2000 ho curato per le Edizioni Dehoniane Bologna la traduzione e l’edizione italiana del testo “L’icône de la Nativité” del padre Drobot, uscita con il titolo “La lettura delle icone - Introduzione storico-teologica all’icona della Natività”.
Lasciato l’insegnamento della storia dell’arte nei licei, mantengo l’incarico di un corso opzionale di Iconografia cristiana presso lo Studio Teologico S. Antonio di Bologna.
Ho partecipato, insieme ad altri iconografi sotto la guida del maestro Stal’nov, alla realizzazione di due ampi cicli iconografici per i vescovadi di Padova (1997) e di Albano Laziale (1997-98).
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Se volete scrivermi:
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dalla prefazione del libro:
Questo libro dell'amico Giancarlo Pellegrini non è semplicemente un testo che si aggiunge agli altri sulle icone presenti, ormai in gran numero, anche in Italia. Certo, la presentazione della teologia dell'icona è classica, tradizionale, ma altri capitoli, quali « L'icona: un segno dei tempi » (di Giovanni Mezzalira), « Oriente ed Occidente», «Perché l'icona oggi», aprono interessanti piste di riflessione e di confronto, destano domande, suggeriscono risposte non definitive. Sì, Pellegrini ci ha lasciato un lavoro degno non solo di essere letto, ma ascoltato, confrontato... Lo raccomando con gioia, sapendo che può aiutare la percezione del cristianesimo come religione dei volti rassomiglianti al Volto.
Enzo Bianchi, priore di Bose
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dalla prefazione del libro:
Il volume spiega come si legge un’icona e attraverso l’icona della natività, spiega il dogma dell’incarnazione. Il lettore è condotto su due itinerari paralleli. Dapprima, attraverso la storia della formula iconografica, capisce come l’illustrazione cristiana si è espressa, si è modificata e si è arricchita lungo i secoli: poi, attraverso i singoli elementi dell’icona, individua i vari aspetti che sono confluiti successivamente nelle affermazioni del dogma.
Alla fine il lettore è portato a comprendere la forte compenetrazione tra icona e teologia e a cogliere come l’icona della natività rappresenti “la sintesi di tutta l’incarnazione”.
Giancarlo Pellegrini, iconografo
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